(di Gianni Deriu) – Un contesto davvero suggestivo in una calda notte di agosto, il cortile della piccola chiesetta della Madonna della Pace, a Stagnali nell’isola di Caprera, dove tanti fedeli si sono riuniti in preghiera davanti al Santissimo e alla statua della nostra Madre celeste.

L’occasione è stata quella di ringraziare il Signore, pregando il S. Rosario e con il Te Deum, per aver donato alla comunità maddalenina un parroco “speciale”, don Andrea Domanski, che merita un saluto altrettanto speciale, approssimandosi a settembre il suo trasferimento a Calangianus, dove continuerà il suo ministero sacerdotale, assolvendo nel contempo anche ad altro incarico in diocesi, in virtù delle esigenze rappresentate dal nuovo vescovo, S.E. Mons. Roberto Fornaciari.

La funzione religiosa, introdotta dal viceparroco di La Maddalena don Adolph Msuya con l’esposizione del Santissimo Sacramento, è iniziata affidando don Andrea alla Madonna, attraverso un breve cenno ai 20 anni trascorsi nella nostra Comunità e sapientemente raccontati da Lella Rubbiani.

La preghiera vera e propria, i cui dettagli sono stati curati da Agostino Canu (custode della chiesetta ed anche priore della cittadina Confraternita del Getsemani), si svolge in una atmosfera di grande raccoglimento, accompagnata dai canti che Maria Chiara e il suo consorte Maurizio propongono e che i fedeli presenti seguono con grande partecipazione.

Una preghiera che si sposa bene con il successivo momento conviviale, al quale tutti hanno contribuito preparando deliziose pietanze e portando fresche bevande, senza tralasciare un assaggio dolce sul finale e l’immancabile digestivo.

Rinfrancato lo spirito e il corpo, la serata è proseguita con tutti i convenuti seduti attorno all’arbusto di lentischio che adorna lo spiazzo antistante la chiesa e con gli occhi rivolti in alto a scrutare il cielo, più brillante che mai nella notte di S. Lorenzo, alla ricerca di scie luminose e speranzosi di poter avverare almeno qualcuno dei propri desideri.

In una notte così stellata non potevano mancare le note della chitarra, con cui gli accordati Gianni e Maurizio hanno trascinato tutti a cantare, soprattutto vecchi e popolari successi della musica leggera italiana.

La conclusione della serata, ormai passata la mezzanotte, sta nelle commosse parole (in polacco) di Lella Rubbiani, prese dal suo racconto introduttivo con le quali, a nome di tutta la comunità pastorale maddalenina, si rivolge a don Andrea dicendogli: “NIE ZAPOMNIJ O NAS… TAK JAK MJ NIE ZAPOMNIMJ O TOBIE!”, ovvero “Non dimenticare noi… come noi non dimenticheremo te!”.