(di Claudio Ronchi) – «Chi canta “bene”, prega due volte», ha sottolineato il parroco, don Umberto Deriu, nell’omelia pronunciata venerdì scorso, in Santa Maria Maddalena, durante la celebrazione per la ricorrenza di Santa Cecilia, patrona della musica, del bel canto, degli strumentisti e dei cantanti; «il che significa che il canto deve essere preghiera, non deve essere esibizione, e deve essere soprattutto espressione del cuore».

Ad animare la Messa, sono stati quattro cori parrocchiali (Santa Cecilia, S. Giovanni Bosco, Bambino Gesù di Praga e un Coro della Parrocchia militare) mentre, al termine della funzione, hanno eseguito alcuni brani, in canto o in musica, il coro inclusivo “Insieme per il Domani”, la Banda musicale “Giuseppe Garibaldi” e la Banda musicale della parrocchia di Moneta “S. Domenico Savio”.

La celebrazione di S. Cecilia è ormai una tradizione consolidata a La Maddalena, iniziata alla fine degli anni ‘90 col parroco emerito, don Domenico Degortes, che invitava in Santa Maria Maddalena i cori delle allora quattro parrocchie cittadine, alle quali tre attuali, di Santa Maria Maddalena, dell’Agonia di N.S. Gesù Cristo di Moneta, e della parrocchia militare della Madonna della Medaglia Miracolosa, si aggiungeva quella della parrocchia americana, che aveva sede presso il centro policonfessionale di Padule.