(di Claudio Ronchi) – «Il rito di benedizione che stiamo per celebrare, esponendo alla venerazione del popolo cristiano, la statua di Santa Maria Maddalena», ha solennemente pronunziato il parroco don Umberto, domenica scorsa, «rende anzitutto Gloria a Dio, fonte di ogni Santità; disponiamo i nostri animi a comprendere il vero significato di questa celebrazione. Offrendo alla devota venerazione dei fedeli la statua della Santa, la Chiesa vuole porre sotto i nostri occhi l’effigie di colei che, guidata dallo Spirito Santo, ha seguito Gesù, in vita e dopo la sua risurrezione. Ci ama, ci soccorre e intercede per noi».
Alla solenne benedizione della nuova statua di Santa Maria Maddalena, al termine della concelebrazione con don Domenico e don Ado, erano presenti numerosi fedeli, il sindaco Fabio Lai, la vicesindaca Federica Porcu, la Classe 1974 del Comitato Feste Patronali che ha donato il nuovo simulacro della Santa patrona, e quello del 1975, subentrato qualche settimana fa.
L’antica statua di fine ‘700, in legno d’ulivo, di scuola ligure, non sarà più esposta né portata in processione, dopo la richiesta della Diocesi affinché, data la sua estrema fragilità, non sia più rimossa dalla nicchia che l’accoglie, dietro l’altare maggiore.
Il nuovo simulacro, in vetroresina, è stato realizzato dall’artista, Dario Caruso (lo stesso che ha realizzato il busto in bronzo di Domenico Millelire di Piazza 23 febbraio 1793 e il leone, sempre di bronzo, di Piazza Umberto I); «È uno dei migliori scultori italiani, colui che ha realizzato quest’opera, che è simile a quella antica; anzi, possiamo dire, anche più bella e più splendente», ha detto don Umberto.
E a chi ha espresso perplessità sull’opportunità di una ‘copia’ della statua della Santa patrona, il parroco ha risposto che «il cambiamento è sempre qualcosa di positivo; una comunità ferma è una comunità morta e allora, anche questo fatto, deve essere visto come un segno di vitalità e di crescita per questa comunità», aggiungendo che, «nel momento in cui benediciamo questa statua, diventa la protettrice nostra; quella che ci guarda dalla nicchia continuerà a guardarci a sostenerci».
Del resto, ha aggiunto, nella gemellata Ajaccio, «alla festa della Madonnuccia, mai il simulacro originale è uscito in processione». E d’altra parte, nella chiesa di Due Strade, il simulacro del Santo Bambino di Praga, rimane custodito nell’abside mentre in processione ne viene portata una copia.
Da domenica dunque, la nuova statua di Santa Maria Maddalena è esposta, in chiesa, alla venerazione dei fedeli e sarà questa che, domenica prossima, giorno di Pasqua, sarà portata in processione per “l’Incontro” col Cristo Risorto.