(di Claudio Ronchi) – Giunta al 24° anno di vita, quella che qualche scettico all’inizio bollò come un’iniziativa di breve durata, si è invece consolidata nel tempo ed è diventata una vera e propria tradizione nella quale l’elemento squisitamente e genuinamente religioso ed evangelico si fonde, e discretamente bene, con quello folcloristico.

È la processione dell’Incontro tra il Cristo Risorto e Maria di Magdala, che mette fortemente in evidenza, la funzione svolta da Maria di Magdala quale prima testimone, la donna che per prima vide il Risorto e ne fu prima messaggera, annunciando agli apostoli la risurrezione di Gesù. Una processione questa che si differenzia dalla maggior parte delle altre, che celebrano invece “l’Incontro” tra il Risorto e sua madre, Maria.

Ideata da don Domenico, che allora era parroco anche di Moneta, ed iniziata nella Pasqua 2001, la processione è proseguita con il suo successore, don Andrea e, quest’anno, con don Umberto. È stata la Confraternita del Getsemani che, dalla chiesa parrocchiale di Moneta ha trasportato la Croce e scortato la bellissima statua del Cristo Risorto.

Dalla parrocchia madre, al termine della Messa solenne (gremita di fedeli), è partito invece il nuovo simulacro di Santa Maria Maddalena, portato in spalla (per la prima volta in processione, in sostituzione di quello settecentesco, ormai estremamente fragile), dal Comitato Feste Patronali, Classe 1975 (alla prima uscita pubblica).

L’Incontro tra Cristo risorto e Maria di Magdala è avvenuto in piazza Umberto I, tra preghiere e commozione. Poi, insieme, in un’unica processione, ci si è diretti verso la chiesa di Santa Maria Maddalena, attraversando via Garibaldi, piazza Garibaldi, via XX Settembre e via Italia; in chiesa la benedizione finale del parroco.