(di Claudio Ronchi) – Una grande folla, le sorelle e il fratello, il vicario generale della diocesi don Mauro Bucciero, il parroco di Palau don Paolo Pala, don Davide Mela, don Sandro Serreri, don Jarek Grabowski e, naturalmente, il parroco don Umberto e il vicario don Ado, hanno reso lode a Dio e festeggiato ieri pomeriggio i sessant’anni di sacerdozio di don Domenico Degortes, classe 1941, nato a Olbia, per vent’anni viceparroco a La Maddalena e, dopo una breve interruzione, per altrettanti anni, parroco.
Ordinato sacerdote a 24 anni, il 18 luglio 1965, nella basilica di San Simplicio a Olbia, dal vescovo mons. Giovanni Melis, veniva descritto dagli insegnanti del Seminario di Cuglieri, come ha riportato don Sandro Serreri su Gallura e Anglona, “pio, obbediente, disponibile, generoso, amante della vita comunitaria, sensibile alla comunione tra i compagni”. Da quel giorno di sessant’anni fa, don Domenico ha iniziato la sua vita di sacerdote, con entusiasmo e zelo, e “tanti uomini e tante donne – prosegue don Serreri – gli sono grati per l’aiuto spirituale, ma anche materiale, ricevuto; insieme a questi, tanti sacerdoti che a lui devono ascolto, conforto, consiglio, incoraggiamento”.
Don Domenico è stato anche, per alcuni anni, rettore del Seminario di Tempio, formando tanti giovani sacerdoti; e spesso a La Maddalena, ha ospitato sacerdoti in riflessione o in anno sabbatico, la maggior parte dei quali, con la sua vicinanza, la sua fede e il suo esempio, hanno ripreso la vita sacerdotale.
Nella sua lunga permanenza nell’arcipelago, scrive ancora don Serreri su Gallura e Anglona si è dedicato, “con passione, all’assistenza dei malati, visitando le famiglie, dimostrando grande capacità di ascolto e di conforto”. E dopo la parentesi del Seminario, a Tempio, ritornato nell’Isola, ha proseguito la sua missione “con fraternità, pazienza, umiltà”, collaborando con “l’ormai vecchio parroco mons. Capula, che molto lo stimava. Di lì a pochi anni gli succedette come parroco, gestendo un passaggio complesso e delicato che seppe guidare con serenità, grazie alle sue virtù sacerdotali”.
nel corso dell’omelia di ieri, don Domenico ha affermato: “Io sono molto riconoscente al Signore e paragono il mio cammino ad un sole che sorge fino al meriggio, più va vanti e più è bello, e più gusto le cose di Dio. È un dono che il Signore mi ha fatto, nel quale mi sta introducendo piano piano; ci sono stati momenti difficili, però il Signore mi ha dato una proroga – vai avanti ancora un po’ – per cui oggi, insieme con voi, dico grazie al Signore, grazie per la mia famiglia, ai genitori che mi hanno educato alla fede cristiana, grazie per mio fratello e le mie sorelle, che sono qui e mi vogliono bene. In questo lungo cammino il Signore mi ha fatto incontrare tante persone dalle quali ho imparato: dalla loro vita, dal loro esempio, dai loro consigli”.
Prima di concludere l’omelia don Domenico ha chiesto l’intercessione di San Vincenzo de’ Paoli, del quale, allora, al tempo della sua ordinazione, cadeva la memoria, santo fortemente presente, come figura spirituale e non solo, a La Maddalena, con le suore che di lui portano il nome; e di Santa Maria Maddalena, “che ha dedicato tutta la sua vita ad annunziare Cristo risorto e il regno di Dio”, patrona di La Maddalena.
Don Domenico al termine della funzione ha ricevuto i ringraziamenti e una pergamena da parte del sindaco Fabio Lai ed un’altra pergamena donata dalla sezione maddalenina dei Marinai d’Italia, oltre ad alcuni curiosi doni, scherzosamente offerti dal parroco don Umberto.
Grande festa poi (dopo la Messa, animata dal coro Santa Cecilia), con carne arrosto e altre pietanze generosamente offerte e preparate da alcuni fedeli, con l’immancabile torta a sigillare il bel momento di condivisione attorno alla statua di San Pio, nella piazzetta Amsicora retrostante alla chiesa, allietato dalla musica di alcuni brani eseguiti dalla Banda musicale “San Domenico Savio”.