(di Gianni DERIU) – Sono appena tornati da Lourdes i 46 pellegrini isolani, guidati spiritualmente in questa trasferta dal parroco don Umberto Deriu, con il coordinamento organizzativo di Paolo Provenzano, entrambi veterani di viaggi al famoso santuario.
“Un itinerario lungo 630 km, tanti certamente” – ci rivela Caterina, una dei partecipanti – “che abbiamo affrontato con grande spirito devozionale e felicità: un viaggio fatto di raccoglimento, preghiera e canti, ma che ci ha anche permesso di scoprire maggiormente la simpatia comunicativa della nostra guida spirituale”.
Dopo una prima tappa a Narbonne per il pranzo, il pellegrinaggio è proseguito, con arrivo nella serata a Lourdes, presso l’hotel che ha ospitato i pellegrini maddalenini durante tutto il soggiorno. Sbrigate rapidamente le pratiche di accomodamento nelle camere e consumata la cena, c’è stata la visita alla famosa grotta, per salutare e ringraziare la “Signora” di Lourdes.
La mattina successiva, ricorrenza anche di S. Francesco d’Assisi, partecipazione alla S. Messa celebrata nella basilica dell’Immacolata Concezione dal nostro parroco, mentre nel pomeriggio è seguita la visita della casa dei genitori di Santa Bernardette Soubirous, e delle sedi UNITALSI e OFTAL, le due associazioni cattoliche italiane dedicate al servizio degli ammalati ed al loro trasporto in pellegrinaggio presso santuari italiani e internazionali.
Alle 18:00, dopo la recita del S. Rosario, i pellegrini hanno preso parte alla emozionante fiaccolata notturna, che come sempre vede la presenza di tanti fedeli e, tra questi, molti infermi: un fiume umano da tutto il mondo che aiuta a pregare e riflettere, soprattutto davanti alla sofferenza, su quanto siamo fortunati anche solo grazie alla nostra salute.
Sabato alle 8:30 S. Messa presso la grotta, concelebrata da Don Umberto e subito dopo Via Crucis; il pomeriggio libero è stato utilizzato per una visita ad altri luoghi e scattare qualche foto ricordo.
Racconta ancora Caterina “Era ricorrente il commento del ritorno alla nostra amata isola arricchiti da questa breve ma intensa esperienza; tra le tante considerazioni, una in particolare era comune a tutti, avendo notato la presenza di molti ragazzi e giovani, diversi dei quali impegnati a prestare assistenza e ad intrattenere gli ammalati, sempre col sorriso sulle labbra: sono la conferma, ma soprattutto la speranza, che un mondo migliore esiste!”