(di Gianni DERIU) – È stato un momento di grande unione comunitaria quello di domenica 30 agosto, in occasione della celebrazione della S. Messa e del saluto rivolto a don Adolph MSUYA, viceparroco a La Maddalena dal 2022 e in procinto di lasciare la nostra isola, per completare il suo percorso di studi e assolvere agli impegni legati al suo ministero presso una nuova parrocchia nel milanese.

“È questo per me un momento di gratitudine e commozione, ma il Vangelo ci ricorda che la vita del sacerdote non gli appartiene, bensì è consegnata a Cristo, al quale ogni fedele affida ogni giorno la guida del proprio cammino.”

Con queste semplici parole, inserite nell’omelia, don Adolph ha voluto anticipare i suoi ringraziamenti e riassumere il senso della sua missione sacerdotale.

Ordinato diacono nel gennaio del 2012 e incardinato nella diocesi di Same, in Tanzania, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 12 luglio 2012; già da gennaio di quell’anno, fino al luglio del 2013 ha insegnato geografia, inglese ed educazione civica presso il seminario minore diocesano. Successivamente, per un anno, ha assunto l’incarico di Segretario vescovile e tra luglio 2014 e luglio 2020 è stato parroco nella propria diocesi africana di appartenenza.

Da ottobre 2020 ad aprile 2022, ha svolto il suo ministero a Palau, fino ad approdare, nello stesso anno, sul nostro arcipelago.

“Pastoralmente, in veste di vice parroco, l’esperienza a la Maddalena non è stata facile, considerata la mia provenienza da una realtà culturale e sociale completamente diversa. Gli impegni principali sono stati quelli di seguire le attività catechistiche e oratoriali, ovviamente insieme alle altre attività pastorali generali.

Prima di lasciare l’isola è doveroso ringraziare l’intera comunità maddalenina per la calorosa accoglienza e per aver compreso, soprattutto inizialmente, i miei limiti umani, particolarmente con la conoscenza della lingua italiana. Un grazie speciale a tutti i collaboratori della parrocchia, alle suore vincenziane, agli animatori degli oratori, alle catechiste; grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato a crescere, sia come uomo che come sacerdote. Grazie a voi tutti, popolo di Dio, per avermi permesso di entrare nelle vostre vite: siete stati per me una vera famiglia, preghiera preziosa, luce nei miei momenti difficili. Vi porterò con me nella preghiera e chiedo di a voi di accompagnarmi con le vostre.”

Particolari saluti sono stati rivolti al vescovo Sebastiano Sanguinetti che lo ha accolto nella diocesi di Tempio-Ampurias e a Mons. Roberto Fornaciari, ai confratelli don Paolo Pala, don Andrea Domanski, don Umberto Deriu, don Domenico Degortes (parroco emerito) e don Francesco Mocci, con i quali ha condiviso il lavoro nelle rispettive parrocchie, alle Autorità civili e militari presenti al momento del saluto e a quelle incontrate nel periodo della sua permanenza qui a La Maddalena.

Prosegue don Ado: “Nell’imminente futuro il mio impegno principale sarà quello di proseguire il percorso di studi, senza tralasciare gli altri impegni pastorali, tutto ciò compatibilmente col tempo a disposizione, secondo le necessità della comunità e a discrezione del parroco della parrocchia nella quale mi recherò presto.

Al termine del mio mandato nella diocesi di Milano penso (e spero che sia così) di rientrare in Tanzania, per condividere nella mia diocesi natia tutte le esperienze maturate in questi anni.”

Da parte di noi tutti ringraziamo don Adolph per la sua presenza, per il suo contagiante sorriso e per tutto ciò che ha fatto come “pastore” d’anime nella nostra comunità; il nostro è (e vuole essere) un arrivederci, speranzosi di poterci ancora incontrare e condividere momenti di fede e di convivialità insieme.

Ti auguriamo di trovare nella nuova diocesi che ti accoglierà il calore umano che meriti, di raggiungere presto i tuoi obiettivi formativi e ti ricambiamo con lo stesso saluto che ci hai voluto rivolgere in lingua gallurese nel tuo messaggio di congedo: a videcci sani.