(di Anna Rosa Scotto) – Sabato 8 Novembre u.s. alcuni volontari della Caritas di La Maddalena hanno preso parte al Convegno Diocesano delle Caritas Parrocchiali.
Il tema del Convegno “Corresponsabilità e Carità: il servire che unisce”, a cinquant’anni dall’istituzione della realtà diocesana, ha guidato l’intero incontro, attraverso la preghiera, la riflessione, la testimonianza, con una approfondimento sulla natura e sull’identità della Caritas.
Con forza, tutti i relatori hanno sottolineato che la Caritas non è un’associazione di volontariato ma l’Organismo pastorale che la C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) ha voluto per il servizio ai poveri; essa ha lo scopo di promuovere la testimonianza della carità nella comunità cristiana, per attuare le esigenze del Vangelo, con strumenti adeguati ai tempi e ai bisogni delle persone, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia e della pace.
Le riflessioni sulla Parola di Dio di Mons. Roberto Fornaciari, vescovo di Tempio-Ampurias e di Padre Massimo Terrazzoni, del delegato regionale Caritas don Marco Statzu sui documenti della Chiesa, ci hanno guidato nella ri-scoperta del cammino di fede, che per i cristiani non può prescindere dal comandamento dell’amore e deve spingere ciascuno di noi e ciascuna comunità verso l’altro, verso chi è solo, chi è in difficoltà, chi ha perso la fiducia e la speranza. Queste sono le persone a cui la Chiesa ha scelto di rimanere accanto, di ascoltare, accogliere e accompagnare nelle difficoltà come fratelli, non assistiti o utenti, ma donne e uomini che vivono nelle nostre comunità, con i quali condividere un’esperienza di promozione umana e di fede, generando con loro, relazioni capaci di creare comunione, senza escludere nessuno.
Per raggiungere questi obiettivi la Caritas si serve di strumenti come i Centri di Ascolto Caritas, distribuiti in tutta la diocesi sia nelle parrocchie sia nelle Cittadelle della Carità (una di queste è presente anche a La Maddalena).
Agli operatori e ai volontari Caritas necessitano forza nella fede e formazione per favorire e costruire rapporti e legami con gruppi parrocchiali, con le agenzie del territorio, per creare una rete di collaborazione e possibilità e trovare strumenti adeguati alla rimozione degli ostacoli che condizionano la promozione umana e sociale di tanti fratelli in difficoltà.
Nel ricordare a tutti noi l’impegno di testimoniare l’amore ricevuto da Cristo, don Antonio Tamponi, parroco di S. Simplicio ad Olbia e Domenico Ruzittu, direttore di Caritas diocesana, hanno sottolineato con forza che i poveri sono nostri fratelli che vivono nelle nostre comunità e sono partecipi, insieme a noi, di una sola grande famiglia che è la Chiesa e che i “nostri servizi Caritas” devono essere segni di speranza, devono aiutare le persone a sentirsi meno sole e a non scoraggiarsi perché la Chiesa, attraverso i suoi volontari è al loro fianco, pronta ad accoglierli, ad ascoltarli e aiutarli.
Con le testimonianze di alcuni volontari Caritas, di operatori del sociale e del mondo politico, si è concluso il nostro incontro e, dopo un momento di convivialità, abbiamo lasciato Tempio, certamente più ricchi e desiderosi di riprendere, con l’aiuto di nostro Signore, il cammino di fede e di servizio, nella Chiesa, accanto ai fratelli che attendono una parola e un gesto di autentica fraternità.