(di Gianni Deriu) – Lo scorso 2 marzo, al termine del mandato e in concomitanza del passaggio di consegne alla “Classe ’75” abbiamo intervistato la Presidente uscente, Manuela Andria, per raccogliere le sue impressioni e tracciare – in breve – un bilancio dell’operato del suo dinamico Comitato “Classe ’74”.

Per la comunità isolana è una gradita occasione di poter ringraziare ancora una volta questi infaticabili cinquantenni, che si sono volontariamente adoperati per dare lustro alla patrona della nostra isola, S. Maria Maddalena, e alla ricorrenza della Natività della B.V. Maria, storicamente celebrata dalla comunità monetina.

Ma non solo per questo! Perché davvero numerosi sono stati i momenti di collaborazione e aggregazione, tanto religiosa quanto civile, proposti nel corso dell’anno 2024 appena trascorso.

Manuela Andria, come è stata questa esperienza nel Comitato “Classe 1974”?

Un’avventura irripetibile, a tratti faticosa, ma davvero unica.

Certamente avrete vissuto tante soddisfazioni in questo anno, ma non saranno mancate le difficoltà. Come le avete superate?

È vero, le difficoltà non mancano mai e questo crea naturalmente delle preoccupazioni: nella responsabilità che, comunque, ci si sente addosso soprattutto all’inizio di questo percorso, gioca chiaramente un ruolo da non sottovalutare anche l’inesperienza, ma devo dire che abbiamo sempre avuto un grande sostegno, dalla comunità maddalenina, da parte della Parrocchia e di tanti Enti e benefattori. In tanti ci hanno agevolato nel nostro percorso e siamo davvero orgogliosi di quanto siamo riusciti a costruire insieme.

Cosa ti senti di dire al Comitato della Classe 1975 al quale avete appena passato il testimone?

Sicuramente facciamo loro un grosso in bocca al lupo; gli auguriamo tanta forza, tanta energia.

È per me fondamentale ribadire quanto sia importante l’amicizia e la sincerità per creare un gruppo che sia fortemente coeso, capace di portare avanti gli impegni ed ottenere così risultati importanti.

Tradizionalmente, alla fine del proprio mandato, ogni Comitato devolve una parte degli utili destinandoli a gesti di solidarietà verso la comunità. A chi sono state indirizzate le vostre donazioni?

Abbiamo preso atto della richiesta rivolta al parroco dall’Ufficio Beni Culturali diocesano e su invito della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio provinciale, che la storica statua lignea di Santa Maria Maddalena, a causa della sua delicatezza e cedevolezza, necessita di un importante intervento restaurativo e che non potrà più essere rimossa dalla sua abituale collocazione in parrocchia, a maggior ragione per il trasporto in processione. Ci siamo, quindi, attivati perché ne venga realizzata una identica, ma in materiale più leggero, al fine di preservare quella più preziosa nelle occasioni che si presenteranno in futuro.

Poi, del materiale sanitario è stato destinato al nostro ospedale cittadino, oltre ad aiuto economico verso Associazioni oncologiche per la lotta contro i tumori, alla parrocchia, all’Istituto S. Vincenzo, agli oratori S. Giovanni Bosco e S. Domenico Savio, al volontariato maddalenino delle Associazioni AVA e Protezione Civile.

Infine, ma non meno rilevante come intervento, abbiamo pensato di integrare un po’ di materiale di consumo utile e a beneficio dei Comitati che ci succederanno.

È giusto mettere in risalto l’impegno profuso nella gestione economica del nostro Comitato, ma è altrettanto doveroso precisare che è stata l’intera collettività maddalenina (e non) ad aver partecipato attivamente anche per queste donazioni.

In conclusione, cosa ti porti dentro di questa esperienza, cosa rimarrà impresso in maniera particolare?

Sicuramente l’amicizia, la gioia, il sorriso e tanti abbracci.

Abbiamo vissuto veramente un anno di unione, rafforzando vecchi e nuovi legami, di condivisione di intenti.

Eravamo numerosi all’inizio di questo percorso e tanti siamo rimasti fino in fondo, per portare a compimento questo servizio, quanto più similmente a ciò che ci eravamo prefissati.