Caro don Andrea,
è con profondo rammarico che ci troviamo a salutarti mentre a breve assumerai la cura d’anime di una comunità piccola e vicina a Tempio, quella di Calangianus, che ti permetterà di assolvere più agevolmente all’importante incarico che, alcuni mesi fa, ti ha conferito il vescovo, monsignor Roberto Fornaciari, quale vicario episcopale.
Un ruolo in Diocesi di importanza, prestigio e di grande impegno, che ti porterà a confrontarti un po’ con tutte le altre realtà parrocchiali della Gallura e dell’Anglona, coordinandole negli incarichi che il vescovo ti ha dato e ti darà e che, ne siamo certi, dalla tua preparazione, dalla tua disponibilità, dalla tua capacità di rapportarti, trarranno grande beneficio, sia ciascuna comunità che la Diocesi in generale.
Vogliamo ringraziarti per l’impegno che hai profuso in questi 20 anni a servizio prima della comunità di Moneta e poi di quella di Santa Maria Maddalena, congiuntamente, assolvendo pienamente al gravoso ed impegnativo ruolo di guida spirituale delle nostre comunità cristiane e di punto di riferimento, autorevole, di tutta la comunità maddalenina.
Qui, a La Maddalena, lasci una traccia profonda della tua permanenza.
A cominciare da quanto hai portato a compimento proseguendo le opere dei tuoi predecessori e per quanto hai globalmente realizzato. Nella parrocchia dell’Agonia di N.S. Gesù Cristo, innanzitutto all’Oasi Serena per continuare con l’oratorio, con i campetti per le attività sportive, con la Banda musicale San Domenico Savio, con le attività catechistiche – sia quelle rivolte ai giovani che alle famiglie – giusto per ricordarne qualcuna.
Non meno nella parrocchia di S. Maria Maddalena, per quanto riguarda la risistemazione e l’apertura della Casa d’Accoglienza suor Nicoli e della Cittadella della Carità, strutture a servizio delle persone più bisognose e fragili della comunità isolana.
Lasci anche due preziose reliquie, una di un Santo a te molto caro, sotto il pontificato nel quale è sbocciata, e successivamente è stata coltivata, la tua vocazione sacerdotale, quella di San Giovanni Paolo II; e la reliquia del beato Carlo Acutis, un ragazzo che ha vissuto intensamente la fede nella sua breve vita e che può essere per molti nostri giovani importante punto di riferimento.
Tutte cose visibili queste e anche palpabili la maggior parte di loro. L’impalpabile invece, che solo Dio conosce e del quale a suo tempo ti darà merito, riguarda quelle coscienze nelle quali, in questi anni, hai instillato il seme della fede, nelle quali l’hai risvegliata oppure le hai aiutate a coltivarla e viverla.
Caro don Andrea, è innegabile che, come comunità parrocchiali, in questo momento d’addio, siamo un po’ preoccupati per ciò che accadrà dopo di te, se non altro perché la grande maggioranza di noi non conosce il tuo successore.
Ciò che tuttavia deve illuminarci, nella speranza, è la fede nella Provvidenza, ed è affidandoci a Lei che, fiduciosi, ti salutiamo con grande affetto.
Le comunità parrocchiali di Santa Maria Maddalena e dell’Agonia di N.S. Gesù Cristo.