(di Gianni Deriu) – Grande partecipazione di maddalenini e turisti all’inaugurazione del percorso di accesso e del nuovo sagrato della chiesetta campestre della SS. Trinità, avvenuta domenica 1 settembre.
Alla presenza del parroco don Andrea Domanski, del suo vice don Adolf Msuya, di don Domenico Degortes e di don Francesco Tamponi, quest’ultimo Direttore dell’Ufficio Beni Culturali diocesani, è stato tagliato il nastro inaugurale del nuovo sagrato; oltre ai tanti fedeli, a dare ufficialità all’evento sono intervenuti la Confraternita del Getsemani e il Comitato delle feste patronali “Classe74”, oltre naturalmente al Comitato della SS. Trinità, che cura costantemente la conservazione del sito.
La vecchia strada di ingresso al santuario e lo spiazzo antistante ad esso, precedentemente in terra battuta, hanno lasciato il posto ad un piano in pietre incastonate, ricollegato in un’unica soluzione architettonica alla modesta superficie in pietra già presente davanti alla chiesetta.
Il progetto di rivalutazione del sito, realizzato dall’Impresa Edile EMZ di Ignazio Zanda, come bene ha ricordato il parroco don Andrea Domanski “È un posto speciale, che lascia sempre il segno nella vita dei maddalenini e delle tante persone che vi si soffermano mentre trascorrono sulla nostra isola qualche giorno di vacanza, e che cercano in questo luogo intimità con il Signore.”
Don Francesco Tamponi, nel suo intervento ha detto: “Conoscere Dio attraverso la Trinità vuol dire impegnarci anche con grande fatica a riconoscere il Signore, dove il Padre è in relazione con il Figlio e questa relazione la chiamiamo Spirito Santo: questa trinità abita dappertutto, è la radice stessa della possibilità della conoscenza. Il semplice segno del lavoro della fatica fatta per restaurare questo luogo resta fine a sé stesso, se non è consegnato alla coscienza di una comunità che se ne prende cura, perché dietro c’è il valore di chi vogliamo essere. Questo è il significato di questa chiesa e del nostro dirci appartenenti a questa terra.”
Anche il primo cittadino, Fabio Lai, presente alla funzione religiosa, ha ribadito come la storica chiesetta “Non è solo un luogo di culto e di forte richiamo della fede cristiana, ma lo è anche dal punto di vista della cultura e della tradizione”, sottolineando l’importanza di questo intervento di restauro che è “rientrato tra i 22 siti sardi beneficiari di un piano di riqualificazione, del quale ognuno deve prendersi cura di quanto ci è stato lasciato in eredità.”
Dopo la benedizione e l’inaugurazione della nuova opera, al termine della S. Messa concelebrata dai sacerdoti presenti e animata dal Coro S. Giovanni Paolo II°, il Comitato della SS. Trinità ha offerto a tutti i presenti un gradevole rinfresco e un piacevole intrattenimento musicale.