(di Gianni Deriu) – Dopo un appagante esperienza non solo di carattere spirituale, sono rientrati da Carlorforte, cittadina presso l’isola di S. Pietro gemellata con quella di La Maddalena, i pellegrini che dal 14 al 16 novembre scorsi hanno partecipato ai riti conclusivi della tradizionale festa religiosa intitolata alla “Madonna dello schiavo”, venerata proprio nella città tabarchina.

Guida spirituale è stato il neo-parroco di La Maddalena, don Umberto Deriu, accompagnato dal suo vice, don Adolph Msuya, i quali hanno concelebrato la mattinale Messa solenne di venerdì 15 e poi, nella serata, preso parte alla suggestiva processione col simulacro ligneo della Madonna, portato lungo alcune vie della città.

Il gruppo dei pellegrini ha anche potuto godere di una visita guidata nella caratteristica città di Carloforte, apprezzando le sue bellezze e riscoprendo alcune delle sue storiche tradizioni, fra cui quella legata alla pesca e alle attività nelle tipiche tonnare, nonché quella attinente alla preziosa lavorazione del bisso, una sorta di seta marina secreta dal mollusco bivalve pinna nobilis ed utilizzata per raffinati ricami, realizzati artigianalmente da Chiara Vigo, unica depositaria nel Mediterraneo dell’arte di tessere manualmente questi rari e pregiati filamenti.

Nel viaggio di andata verso Carloforte è stata programmata una sosta ad Oristano e qui, nella chiesa intitolata alla Madonna del Rimedio, è stata celebrata una S. Messa; l’ultimo giorno, sbarcati sulla terraferma a S. Antioco, particolarmente interessante è stata la visita delle catacombe e delle reliquie del santo, accolte nella città che porta proprio il suo nome.

Doverosi, in questa circostanza, il ringraziamento e i complimenti al nostro parrocchiano Pierluigi Aversano, curatore ed organizzatore del pellegrinaggio e di tutte le varie tappe culturali.